Calcio

Grosso guaio a Lione

La tredicesima giornata del campionato francese, ha consolidato alcune tendenze della stagione in corso. Da una parte si continua a segnare poco, con il Nizza portavoce di questa filosofia che ha portato però Farioli al secondo posto in classifica, dall'altra il netto cinque a due del PSG ai danni del Monaco, fa capire quanto la corazzata parigina abbia ancora margine da far valere.

E poi c'è il Lione, passato dalle semifinali di Champions di qualche stagione fa, a un desolante ultimo posto e statistiche sconfortanti che non fanno certo ben sperare Fabio Grosso in panchina.

I numeri del Lione

Definire terribile la stagione del Lione fino a questo punto, è quasi un eufemismo. Si tratta in assoluto della peggior partenza della squadra in Ligue 1, che al momento può vantare una sola vittoria, a fronte di sette sconfitte (ultima, quella casalinga contro il Lilla nella giornata appena trascorsa).

Secondo peggior attacco del campionato (nove reti, più solo del Clermont) e seconda peggior difesa (21 reti subite, davanti solo al Lorient), certificano una situazione tecnica tutt'altro che facile.

Fabio Grosso (così come Blanc prima di lui) non è fin qua riuscito a combinare nulla di buono con il materiale a disposizione, anche se per la verità le statistiche sui parametri non sarebbero così deleterie. In quasi nessuno il Lione è tra le ultime, eppure i risultati non arrivano.

Certo qualche imprecisione soprattutto in attacco avrebbe potuto portare qualche punto in più: terribile il delta tra gol fatti, 9, ed expected gol, 15.3. E anche il fatto che siano la squadra più fallosa di tutte, dimostra forse come al momento non ci sia proprio la condizione mentale più che fisica.

Le origini del tracollo

Per trovare le ragioni di un tracollo simile, però, non basta relegare tutte le colpe a un Fabio Grosso che per la verità sembra più capro espiatorio che carnefice. I problemi del Lione hanno la coda lunga e partono dalla "testa".

Proprio la guida del club dei Les Gones, è passata recentemente nelle mani dell'americano John Textor, che ha rilevato le redini acquisendo una società sommersa dai debiti, soprattutto dopo le annate post covid che hanno aggravato il bilancio, complice anche un anno senza coppe europee.

Con un occhio ai conti è stato quindi fatto un mercato estivo decisamente al risparmio, che ha visto le uscite importanti di Barcola e Lukeba (ottanta milioni di introito in due), oltre a Faivre, Ozkacar, Mendes, Ndiaye e le cessioni a zero di Aouar, Dembelè e Boateng.

Un gap in positivo di quasi novanta milioni, che implica però quanto non siano certo arrivati grandi campioni per riempire le caselle mancanti.

Cosa va e cosa non va

In questo quadro generale tutt'altro che positivo, l'esonero di Blanc dopo poche giornate non ha avuto i risultati sperati, visto che Grosso ha preso in mano una squadra ormai svuotata, con molti elementi di spicco decisamente fuori fase e uno spogliatoio tutt'altro che coeso.

A cominciare probabilmente proprio da due che avrebbero dovuto essere le colonne portanti della squadra. Corentin Tolisso a mezzo servizio e mai decisivo, e soprattutto Alexandre Lacazette, capitano in campo ma assai poco protagonista nel gioco. Solo tre gol per lui in stagione (con un rigore).

Decisamente troppo poco e male, tanto che la società sta addirittura pensando di liberarsi di loro nel mercato invernale, anche per scrollarsi di dosso stipendi da oltre cinque milioni ciascuno.

A mandare avanti la (barcollante) baracca, ci pensa così il solo Maxence Caqueret (oltre a Lopes in porta che salva il salvabile), che predica però un po' nel deserto del centrocampo francese, con Cherki che sembra però ancora troppo giovane per poter davvero fare la differenza in un contesto del genere. Così come peraltro diversi altri nomi in lista, prospetti molto interessanti, ma assai poco consoni in ambiente ormai tossico come quello di Lione al momento.

Retrocessione inevitabile?

Il campionato è ancora molto lungo, verrebbe da dire. Ma in questo caso sembra più un procrastinare l'inevitabile piuttosto che dare speranza. La classifica, però, può dare motivo di pensare positivo.

Nelle parti basse, a ben vedere, non è che si stia vedendo gran che di meglio. Clermont e Lorient hanno numeri molto vicini e sono rispettivamente a due e quattro lunghezze di distanza, ma anche un punto sopra il Tolosa o il Montpellier stanno comunque navigando piano (o pianissimo).

Paradossalmente, in un campionato come questo dove dall'ottava alla quindicesima posizione ci sono appena quattro punti di distacco, tutto può davvero succedere. A patto però che Grosso riesca a dare una spinta diversa alla squadra, o che appunto nel mercato di gennaio salti fuori qualcosa che possa rivoluzionare se non la rosa (più probabili uscite che entrate), almeno l'equilibrio e la motivazione del gruppo.

Ovvero, quello che manca più di tutto al momento. Da qua a gennaio il calendario regala al Lione almeno due occasioni imperdibili per muovere la classifica: le due partite casalinghe contro Tolosa e Nantes, hanno un solo risultato possibile se si vuole davvero puntare alla salvezza. Più delle tre trasferte disponibili prima della fine dell'anno, con Lens, Marsiglia (nel recupero) e Monaco, certamente non molto agevoli.