Calcio

Come sarà il Napoli di Antonio Conte

Secondo le ultime notizie Aurelio De Laurentiis starebbe discutendo gli ultimi dettagli prima di affidare ad Antonio Conte la panchina del Napoli per il prossimo futuro.

Con la squadra che ha concluso al 10° posto, esclusa da tutte le competizioni europee per la prima volta dopo 14 anni, a Napoli ci si attende una rifondazione radicale, e Antonio Conte è sicuramente l'uomo giusto per farla.

Ma come in tutte le rivoluzioni saranno necessari sacrifici, anche dolorosi, e ci saranno alcune "vittime" prima di riuscire ad ottenere il successo. Andiamo a vedere come si potrebbe presentare il Napoli targato Conte alla partenza della prossima stagione.

Le cessioni

L'esclusione dalle coppe europee significa per forza anche un budget decisamente inferiore rispetto agli ultimi anni.

Ormai sembra sicuro l'addio del bomber nigeriano Victor Osimhen, che porterà sicuramente nelle casse partenopee una cifra adeguata per impostare il mercato e attutire gli effetti dei mancati introiti europei.

Ma sembra che anche il capitano Giovanni Di Lorenzo abbia espresso il desiderio di lasciare Napoli, nonostante sembra che Antonio Conte lo reputi incedibile. Bisogna vedere se eventualmente il nuovo allenatore riuscirà a far cambiare idea al giocatore, che comunque a 31 anni è probabilmente all'ultima occasione per vestire una maglia di primissima grandezza (Juventus? Inter?) e strappare un ingaggio migliore.

Già definito l'addio di Piotr Zielinski, che ha firmato mesi fa con l'Inter, lascerà la squadra a parametro zero anche Diego Demme, mentre alla conclusione del prestito torneranno rispettivamente all'Aston Villa e all'Atalanta Leander Dendoncker e Pierluigi Gollini.

Per un discorso tattico, e visto il precedente all'Inter quando fu ceduto proprio al Napoli, con tutta probabilità Antonio Conte avvallerrà la cessione di Matteo Politano, giocatore che sicuramente può avere mercato a differenza di Jesper Lindstrom, pagato 30 milioni e difficilmente piazzabile ad una cifra che non si traduca in una grossa perdita a bilancio.

Difficilmente verrà venduto subito Cyril Ngonge, arrivato a gennaio e che sembra, tra tutti, il giocatore che più facilmente può adattarsi al ruolo di seconda punta insieme a Kvaratskhelia. Ma non è nemmeno da escludere che anche questi nomi importanti vengano sacrificati nell'ottica di una rifondazione totale.

La porta:

Alex Meret ha sempre fatto il suo dovere e la sua sostituzione non è certo una priorità, anche se la rivoluzione che attende il reparto difensivo può essere anche l'occasione giusta di inserire un portiere con caratteristiche diverse.

Sicuramente dovrà essere individuato un secondo portiere visto l'addio di Gollini, ma con tutta probabilità si cercherà un profilo che garantisca esperienza a basso costo.

La difesa:

Una cosa abbastanza certa è che Conte difenderà a 3, per cui il pacchetto di difensori centrali dovrà sicuramente essere rivisto e ampliato. Possibile che vengano confermati tutti e quattro i centrali attuali (nonostante il rendimento altalentante), ma la priorità sarà trovare un difensore, se non due, pronti a giocare da subito titolare e che si adatti bene al gioco di Conte.

Sicuramente confermato dovrebbe essere Amir Rrahmani, così come difficilmente verrà ceduto dopo solo una stagione Natan, visto l'investimento fatto. Probabile conferma anche per Ostigard, mentre per Juan Jesus sarà più la mancanza di aquirenti che altro a spingere per la permanenza a Napoli come alternativa difensiva.

A meno che non si decida di dare fiducia al ventunenne Nosa Obaretin, di rientro dal prestito al Trento in Serie C, servono quindi almeno due difensori centrali per avere un pacchetto difensivo completo di titolari e riserve.

Gli esterni

Con il possibile addio di Di Lorenzo, la priorità è trovare un altro esterno destro di valore. Al momento la fascia sinistra sarebbe coperta con Mario Rui e Mathias Olivera, mentre a destra c'è il solo Pasquale Mazzocchi, con Alessandro Zanoli di ritorno dal prestito alla Salernitana (entrambi in caso di necessità possono giocare anche a sinistra).

Una o due cessioni e un innesto per fascia: al momento pare ci sia interesse per la coppia di esterni del Lecce, il danese Patrick Dorgu e il francese Valentin Gendrey, ma sicuramente ci saranno novità nelle prossime settimane.

Il centrocampo:

Dopo una stagione da assoluto protagonista nell'anno dello scudetto, André-Frank Zambo Anguissa ha decisamente deluso quest'anno. Potrebbe essere ceduto, e in tal caso del centrocampo scudettato rimarrebbe il solo Stanislav Lobotka, punto fermo della squadra. Nel finale di stagione ha ben figurato Jens Cajuste, e dovrebbe essere riscattato, nonostante la cifra importante (25 milioni) Hamed Junior Traoré.

Resta la necessità di rinforzare comunque un reparto a cui Conte chiede sempre grande sforzo fisico: tornano dai prestiti rispettivamente a Verona e Cagliari Michael Folorunsho e Gianluca Gaetano. Entrambi potrebbero trovare spazio in rosa, ma potrebbero anche essere utilizzati per fare cassa vista l'impennata di valore che hanno avuto e la plusvalenza che garantirebbero.

Ad ogni modo con tutta probabilità serviranno tre innesti per il reparto, un regista che faccia da alternativa a Lobotka e due mezzali.

Tra i profili che sembra siano attenzionati dal Napoli, ci sono Manu Koné del Borussia Moenchengladbach, Marco Brescianini del Frosinone, Cesare Casadei del Chelsea, Kenneth Taylor dell'Ajax ed Ederson dell'Atalanta (ma questo nome era maggiormente legato all'ipotesi di un arrivo di Gasperini al posto di Conte).

L'attacco

L'attacco è il reparto sarà modificato in maniera più radicale: il Napoli gioca da anni con un 4-3-3 con un tridente offensivo in cui gli esterni sono delle ali pure, mentre nella sua ultima esperienza italiana Conte ha giocato con un 3-5-2 con due punte vicine. Al Tottenham più recentemente ha virato su un 3-4-2-1 con due giocatori offensivi (Son e Kulusevski in quel caso) alle spalle di una punta unica in posizione più centrale, un sistema di gioco in cui alcuni attuali attaccanti del Napoli potrebbero adattarsi ma solo dopo un po' di lavoro.

In ogni caso almeno un centravanti di livello dovrà arrivare per sostituire Osimhen, e il primo pensiero va a Romelu Lukaku, pupillo di Conte all'Inter che la Roma non riuscirà a trattenere dopo il prestito dal Chelsea. Operazione difficilissima che dipenderà molto da quanto il Chelsea, che ha pagato l'attaccante ben 113 milioni nel 2021, vorrà incassare dall'operazione.

In alternativa tanti altri centravanti accostati ai partenopei ultimamente: Artem Dovbyk del Girona, Santiago Gimenez del Feyenoord, Kevin Denkey del Bruges, Samu Omorodion dell'Atletico Madrid, Mateo Retegui del Genoa e Nikola Krstovic del Lecce sono solo alcuni di essi.

Conte dovrà poi verificare la disponibilità e l'adattabilità di alcuni giocatori al suo gioco: nello specifico Lindstrom, Politano, Ngonge, Zerbin, il giovanissimo neo-acquisto Matija Popovic e lo stesso Kvaratshkelia potrebbero essere sacrificati sul mercato in una maniera o nell'altra, dato che difficilmente manterrà in rosa più di tre giocatori che possano fare la seconda punte o il trequartista.

Quelli che sono sicuri di poteri rientranti nelle idee di gioco del tecnico pugliese sono le punte pure come Raspadori, Simeone e Cheddira: tra questi probabile che un paio rimarranno in rosa come alternative al nuovo centravanti.

Possibile poi l'arrivo di qualche giocatore che possa essere utilizzato sia da esterno a tutto campo che da seconda punta, o come sottopunta in un eventuale 3-4-2-1: l'identikit corrisponde a Federico Chiesa, che sembrerebbe in uscita dalla Juventus, ma in quest'ottica rientra anche l'interesse per Mason Greenwood del Manchester United, Ange-Yoan Bonny del Parma e Vitor Roque del Barcellona.

Attenzione anche a Albert Gudmundsson del Genoa, che nonostante nasca da trequartista/mezzala quest'anno ha fatto la seconda punta con risultati eccellenti: l'eventuale coppia con Lukaku rappresenterebbe una sorta di sintesi perfetta dell'idea di attacco di Conte.