Calcio

Episodio di razzismo in Inter-Napoli: che squalifica rischia Acerbi

Brutto episodio di razzismo, o presunto tale, nel corso di Inter-Napoli: il difensore dell'Inter Francesco Acerbi avrebbe apostrofato con epiteti razzisti il pari ruolo brasiliano Juan Jesus.

Uno scambio di offese a cui ha fatto seguito un breve diverbio in campo chiuso dall'intervento dell'arbitro e dalle scuse porte dal giocatore nerazzurro.

Squalifica per offese razziste: cosa rischia Acerbi

Se la ricostruzione effettuata nel post-partita venisse confermata dal referto compilato dall'arbitro, Francesco Acerbi rischierebbe una corposa squalifica, dal momento che i casi di razzismo sono stati fatti oggetto di particolare attenzione da parte degli organi disciplinari del calcio negli ultimi anni.

La squalifica minima prevista nel caso di atti discriminatori nel corso di una partita consiste in 10 giornate, a cui si somma un'ammenda tra i 10.000 e i 20.000 euro.

Il giocatore nel frattempo ha lasciato il ritiro della Nazionale, sostituito dal romanista Gianluca Mancini, e l'Inter ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui annuncia un confronto con il proprio tesserato sull'argomento.

A rendere il tutto ancor più grottesco, il fatto è avvenuto proprio al termine di una giornata di campionato in cui la Serie A ha aderito alla campagna per la lotta al razzismo attraverso una serie di spot e di messaggi pronunciati da vari giocatori ed allenatori al termine delle interviste.

La ricostruzione dell'accaduto

Il procuratore del giocatore, Federico Pastorello, ha dichiarato che il suo assistito ha sì avuto un diverbio in campo ma non avrebbe utilizzato epiteti razzisti. Anche nel comunicato della FIGC si ribadisce che Acerbi ha sostenuto di non aver avuto alcun intento diffamatorio, denigratorio o razzista

A rivedere le immagini e ad interpretare il labiale di Juan Jesus però sembra proprio che il brasiliano riporti all'arbitro l'utilizzo dell'offesa a sfondo razziale. La reazione del giocatore del Napoli in effetti sembra proprio sottolineare ad Acerbi come si sia spinto troppo in là con gli insulti, superando un limite inaccettabile.

La reazione di Acerbi in realtà è abbastanza composta e offre immediatamente le sue scuse a Juan Jesus, il quale le accetta senza rancori di sorta, come poi sottolineato nell'intervista post-partita.

È possibile che ci sia stato un malinteso tra i due, o che ad Acerbi sia sfuggito un termine particolarmente infelice. Uno di quei termini che purtroppo, soprattutto fino a uno o due decenni fa, venivano utilizzati senza troppa cura e che nonostante la valenza offensiva si sono sedimentati nel lessico della gente.

Appare difficile che Acerbi abbia voluto deliberatamente offendere in maniera discriminatoria Juan Jesus, dato che le sue scuse in campo sono apparse sincere. Più credibile la noncuranza nell'utilizzo di un epiteto razzista senza un vero e proprio intento denigratorio al di là del consueto scambio di insulti che può verificarsi nel corso di una partita.

Ma proprio questa noncuranza nell'utilizzo di certi termini è un fattore che favorisce la crescita di discriminazioni e disuguaglianze, e non si può far finta di nulla quando avviene su un palcoscenico così importante come quello di San Siro.

Per questo il giocatore dovrà rendere conto delle sue azioni in qualche maniera, e sarebbe stato auspicabile che quanto detto da Juan Jesus fosse in qualche modo confermato dallo stesso Acerbi davanti alle telecamere a fine partita.